martedì 11 dicembre 2007

Stasera tutti a Ravenna?

martedì 11 dicembre
stars of the lid
(ambient drone minimal - usa)
spero proprio che arriverà gente un po' da ovunque.
gli STARS OF THE LID si presenteranno sul palco in 5 con trio d'archi.
schermo e 4 proiettori analogici.
dovrebbe essere un bel viaggio nello stare bene.
a supporto i BLIND CAVE SALAMANDER di fabrizio dei larsen (XXL (r)) e julia kent (antony and the johnsons).
guest: blind cave salamander
( Featuring Paul Beauchamp and Fabrizio Modonese Palumbo of Larsen, XXL, and ( r )
with Marco Milanesio and Julia Kent of Antony and The Johnsons)
dj set: morphine
porte h21,30. ingresso 12

Gli Stars Of The Lid (USA, etichetta Kranky) sono un duo di Austin, Texas, composto da Adam Wiltzie e Brian McBride. Band seminale della Kranky (che li ha omaggiati riservando alle loro ultime uscite i numeri 50 e 100 del catalogo), sono attivi dalla metà degli anni Novanta e hanno sviluppato un sound ambient-drone vicino ai vari Brian Eno, Arvo Part, Labradford, ma intriso di una peculiarità tutta cinematografica (SOTL, ricorda Mcbride, "è il tuo cinema personale tra occhio e palpebra").

La fascinazione per David Lynch e l'ispirazione naturalistica, coniugate a uno spiccato gusto per le home recordings, li ha accompagnati in una costante ricerca sonora, sino a sconfinare in un infinito release, carico di silenzi articolati e chitarre trasfigurate.

A pochi mesi dall'uscita del loro nono album, "And Their Refiniment Of The Decline", influenzato dal Georges Delerue della colonna sonora de "Il Disprezzo", dai lavori orchestrali di Zbigniew Preisner e da "Mysterious Mountain" di Alan Hovhaness, Wiltzie e McBride saranno per la prima volta in Italia con un live-set che si prefigura come un'esperienza audio-visiva di rara intensità, già sperimentata nel progetto solista Dead Texan, in cui Wiltzie lavora di concerto con l'artista visuale Christina Vantzou. Quella degli Stars of the Lid è una musica unica: volendo la si potrebbe includere sotto il termine ambient, ma in realtà essa è così differente da praticamente tutte le branche del genere, la cui “invenzione” è di norma accreditata a Brian Eno, da costringerci quantomeno a rivederne i confini. Innanzitutto riesce a non essere cupa, pur non sconfinando neppure lontanamente nei territori della new age. È a suo modo rilassante e distesa, tendenzialmente “piatta” o poco variata, ma non ha comunque nulla a che vedere con l’isolazionismo e le sue derive. Forse la ragione di tutta questa sua peculiarità sta nel fatto che l’origine prima dei suoni è di tipo analogico, ma analogico in modo radicale: oboe, violoncelli, piano, viola, corno, tromba, clarinetto e, nel nuovo disco, perfino cori, ma talmente trattati da essere altro.

www.brainwashed.com

Blind Cave Salamander è invece un nuovo progetto post-folk nato tra Italia e Stati Uniti e composto da Paul Beauchamp dei Gullinkambi, Fabrizio Modonese Palumbo di Larsen, XXL e ( r ), con la partecipazione di Marco Milanesio dei DsorDNE e Julia Kent, violoncellista di Antony and The Johnsons.

L’album omonimo ei BCS è stato registrato presso gli studi O.F.F. di Torino da Marco Milanesio ed all’interno della grotta di Bossea Frabosa Soprana in Piemonte da Paul Beauchamp.
Realizzato dall’etichetta di Atlanta Blossoming Noise (Keiji Haino e Genesis P. Orridge tra gli altri artisti in catalogo) nel Settembre 2007.

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